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Articolo apparso sul
Corriere del Ticino del 24 novembre 2006
Marketing:
40 anni di successi in Ticino
Passato, presente e futuro delle tecniche e delle strategie di mercato
Si è
conclusa con grande soddisfazione da parte del pubblico partecipante la
celebrazione del 40mo anniversario di fondazione di Swiss Marketing
Club Gruppo Ticino.
Più di un centinaio di persone fra dirigenti e imprenditori
delle principali realtà aziendali ticinesi hanno preso parte
all’evento svoltosi giovedì sera, nella cornice
architettonica d’avanguardia del centro Porsche di Grancia, che
ha visto succedersi ben cinque relazioni distinte ma tutte improntate
sul tema della serata: il Ticino che vince e che vincerà.
Il sodalizio ticinese non è nuovo a queste manifestazioni. Un significato
particolare lo assume naturalmente la « Giornata Ticinese del
Marketing», che si è svolta per ben 13 volte, il cui
successo rispecchia sicuramente il continuo impegno a offrire
momenti di formazione, perfezionamento professionale e scambio
di esperienze cui questo sodalizio ci ha abituati.
Swiss Marketing Ticino, che conta oggigiorno oltre 130 soci, dal
1984 propone un intenso programma di seminari rivolto a tutti
gli operatori economici del Cantone, nel quale è inserito il corso
di preparazione per l’ottenimento dell’attestato federale
di Tecnico di Marketing, fiore all’occhiello dell’associazione,
che ha permesso di formare ben 229 professionisti.
Decisamente soddisfatto Marzio Proietti, Presidente SMC Ticino, come pure
il comitato organizzatore, che hanno accolto con estremo piacere
l’approvazione e l’apprezzamento del pubblico partecipante
che si è intrattenuto quasi fino alla mezzanotte in una calda
atmosfera di networking.
Serate come queste non sarebbero realizzabili senza il generoso sostegno
di sponsor quali About X, AIL, Centro Porsche Ticino, Corriere del
Ticino, Deloitte, Kühne& Nagel, Publisuisse, Winterthur,
Zambon – che ha consentito di invitare relatori di prestigio come
il Prof. Domenico De Masi e il Dott. Paolo Anselmi e di offrire
agli ospiti una serata utile e forse anche, per certi aspetti, indimenticabile.
L’obiettivo raggiunto dall’evento è stato fotografare
da vicino e da lontano, in senso temporale, il mercato del consumo e del
consumatore: in pratica, quello che è e quello che sarà
il marketing.
Dopo un’introduzione al tema da parte di Arnoldo Coduri, direttore
del Dipartimento economia e finanze Cantone Ticino, alcuni primi piani
del territorio sono stati scattati dai rappresentanti di tre
aziende ticinesi:Masseria Ramello, Prodir e Gruppo Sicurezza, che
nei rispettivi settori hanno mostrato come, attraverso un appropriato
utilizzo delle misure di marketing, si possa avere successo anche
al di fuori dei confini ticinesi e persino elvetici.
La prima parte della serata ha permesso di fornire un’istantanea
del Ticino competitivo. Nel dettaglio, i vari relatori che si sono
alternati hanno infatti presentato i diversi aspetti della loro attività
che contribuiscono in maniera rilevante al loro successo.
Il produttore davanti al prodotto. Questo il messaggio trasmesso
da Alberto Ulrico Feitknecht, titolare di Masseria Ramello di Contone.
Ma non solo: è anche la fotografia utilizzata da uno dei maggiori
distributori svizzeri. Un’immagine il cui intento è di richiamare
alle nostre menti, ormai troppo lontane dalla genuina realtà
agricola, il processo da cui derivano i prodotti delle nostre tavole
e, soprattutto, il legame con la madre terra.
Il successo di Masseria Ramello non è, comunque, legato unicamente
alla produzione agricola: grazie a un’attenta applicazione del marketing,
Masseria Ramello produce, infatti, biogas e allarga la sua attività
anche nel terziario, come agriturismo.
Più di un prodotto. Offrire un servizio partendo dalla semplicità
di un bene di consumo: questo l’obiettivo e il successo di
Prodir. In un mondo dove tutto è comunicazione, le penne Prodir
vogliono essere un elemento in grado di veicolare la brand image
di altre aziende e marche.
Al concetto di mero bene materiale, quello che ha caratterizzato
l’età industriale, si affianca, dunque, il concetto innovativo
del servizio di «comunicazione». La capacità di offrire
uno strumento di scrittura promozionale è ciò
differenzia la penna Prodir da qualsiasi altra, rendendola unica.
Come unica è la comunicazione che quest’azienda intrattiene
con la sua clientela attraverso la rivista « Pending»,
recentemente insignita del « Best of Corporale Publishing
Award 2006», e come ha avuto modo di illustrarci il direttore
marketing, Guido Casparis.
Sicurezza completa per tutti. Uno sguardo critico al mondo, così
com’è realmente, ci permette di delineare in modo chiaro
quelli che sono i valori della vita. Tra questi sicuramente la sicurezza.
Gruppo Sicurezza è l’esempio di un’azienda che, offrendo
un servizio base, l’allestimento di sistemi di allarme,
ha saputo crescere anticipando il bisogno della propria clientela,
cioè la protezione sotto ogni profilo in tutte le situazioni.
Lorenza Bernasconi, ha saputo fornire un’ampia carrellata dei servizi
che si possono offrire in questo particolare ambito e che hanno permesso
all’azienda da lei rappresentata di cogliere l’ambiziosa
sfida di espansione negli Emirati Arabi
Il futuro del marketing
In perfetta sinergia, nella seconda parte della serata, il Prof.
De
Domenico De Masi
La chiave del successo è da trovare in prodotti e aziende
impregnate di simboli, valori ed estetica Paolo Anselmi Il consumatore
della vecchia Europa è concentrato sul recupero dei valori
tradizionali e dell’individualità
Masi e il Dott. Anselmi hanno invece disegnato lo scenario del marketing
che ci aspetta nei prossimi anni.
Il marketing postindustriale
Spiccato umorismo che non tradisce le origini napoletane, perfetta
arte oratoria latina, sguardo acuto e tono conviviale, immensa
cultura, empatia immediata e simpatia scaturita quasi simultaneamente:
così può essere riassunto l’intervento del professor
De Masi, di quelli che non si scordano tanto facilmente.
Con una bellissima metafora ha sintetizzato l’essenza del marketing:
un’aquila che, giunta intorno a quarant’anni di vita,
per sopravvivere, deve scegliere se sottoporsi a un doloroso
processo di palingenesi, che dura circa tre mesi, in cui è
costretta a distruggersi il becco, gli artigli e il piumaggio,
affinché questi si possano rigenerare e l’aquila possa
così affrontare altri quarant’anni di vita. Solo le
aquile che seguono questo percorso sono destinate a non perire.
Allo stesso modo, il marketing deve trovare delle misure per
rigenerarsi e passare dal mercato dell’era industriale a quello,
futuro, dell’era postindustriale.
E di marketing postindustriale se ne deve parlare soprattutto nei
paesi del primo mondo, ossia il mondo occidentale: quello dove,
esaurito qualsiasi bisogno materiale, per creare profitto bisogna
vendere idee. Nel secondo mondo, infatti, quello dove è
stata dislocata tutta la produzione – pensiamo all’est
europeo, alla Cina o al mondo asiatico – e quello che crede
ancora in uno sviluppo sostenibile grazie all’industrializzazione,
il costo della manodopera è fino a 14 volte inferiore a quello
occidentale. Il terzo mondo è quello a cui si rimanda tradizionalmente,
dove risiedono elevate aspettative positive sul futuro del sistema
di produzione industriale.
Ma quali i bisogni da soddisfare nell’era postindustriale?
Possono essere riassunti come segue: Emozione: ai nostri giorni,
si è imposto un modello maschile, dove vale la regola della razionalità,
senza lasciare spazio alla sfera emotiva, tradizionalmente appartenente
al mondo femminile. Occorre recuperare la capacità di
emozionarsi, di cogliere e vivere la vita nella sua interezza,
ritrovando la dimensione del tempo – contro lo stress e le pressioni
dello spazio – contro i limiti – e del divertimento –
contro la noia. Soggettivismo: dimensione tipicamente femminile,
contrapposta all’oggettivo universo maschile, razionalmente
ordinato, inteso come affermazione della propria individualità
e identità contro la massificazione. L’aspettativa è
quella di aspirare e realizzare un mondo androgino.
Estetica: ossia l’idea della bellezza classica, quella che
fa bene alla mente e al corpo, contro le brutture che offendono
il mondo.
Le scelte a cui i manager saranno sottoposti saranno da coniugare
tra velocità e lentezza, tra impulso e ponderazione, tra virtuale
e tangibile, tra ripetitivo e creativo, tra globalità e identità
tra praticità ed estetica. Non esiste, insomma, una formula
unica per il successo. Le combinazioni sono molteplici ma è
altresì impensabile confrontarsi con gli altri mondi emergenti
scegliendo strategie di riduzione di costi. La chiave del successo
è sicuramente da trovare in prodotti, marchi e aziende impregnate
di simboli, valori ed estetica.
Domenico De Masi, professore ordinario della cattedra di Sociologia
del lavoro presso l’ Università La Sapienza di Roma,
è nato nel 1938. Oltre all’insegnamento, attività
che svolge da oltre 40 anni, ha svolto ricerche organizzative e ha
coperto cariche manageriali presso alcune aziende del gruppo Finsider
Il
consumatore postmoderno
Una serie di grafici e dati, abilmente commentati dal Dott. Anselmi,
in maniera del tutto indipendente rispetto alla precedente relazione,
hanno tuttavia coerentemente confermato lo scenario del consumatore
futuro abitante il mondo tracciato dal Prof. De Masi.
In particolare, il consumatore della vecchia Europa, quello del primo
mondo, sulla base delle proiezioni statistiche, è concentrato
sul recupero dei valori tradizionali – tra cui spicca la famiglia
– e dell’individualità, intesa, appunto, in contrapposizione
alla massificazione a cui ha condotto l’industrializzazione.
Paolo Anselmi, vicepresidente di GfK Eurisko di Milano, è responsabile
dell’attività di ricerca internazionale, delle indagini
sulla responsabilità sociale d’impresa e delle ricerche sul
clima interno ed è professore a contratto di psicologia del marketing
presso l’ Università Cattolica di Milano. In passato,
dopo la laurea in scienze politiche, ha svolto attività di ricerca
presso l’ Università di Pisa e la Fondazione Agnelli.

I relatori:
Da sinistra: Arnaldo Coduri, Lorenza Bernasconi, Guido Casparis e Ulrico
A. Feitknecht.

Da sinitra: Marzio Proietti, presidente si Swiss Marketing Ticino, assime
ai relatori della seconda parte dell'evento: Prof. Domenico De Masi e
Dott. Paolo Anselmi.
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